venerdì, 28 gennaio 2005, ore 19:49

a oproavovaLino

Perché a fare grande il tuo battello

non sono le assi o le vele, ma il tuo cuore.

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..

Un abbraccio

 

francifra
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lunedì, 17 gennaio 2005, ore 23:01

per voi

perchè insieme abbiamo atteso l'alba sull'altro versante, gli
occhi fissi al mare.
Mi incammino.
Vi lascio questa conchiglia di voci e uno zufolo di salice e rubilia,
casomai voleste inventare una pita pitela di vagabondi
in cerca del sentiero che porta alla tana del sole.
Ci incontreremo ancora, forse. A un crocevia.
Accenderemo un falò aspettando che la luna sfondi le pareti
del cielo. E mi porterete l'avventura la tenerezza l'esilio
e le mappe nuove. Chissà.

Elia Malagò

alp
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domenica, 16 gennaio 2005, ore 22:51

Che mi sono persa???Porca miseria....la sorpresa!!!Bello il blog...è tutto per Te...bacioni zuccherati;Sugar* 
sugarlips
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giovedì, 13 gennaio 2005, ore 23:25

 mi avete lasciato come un battelliere a cui sfilano di sotto
l'intero battello, e si trova non in mare
ma nelle braccia di tante persone
che vanno tutti nella stessa direzione

ora, non ho parole, datemi tempo, devo ascoltare
solo una cosa mi preme molto, e subito
ci pensavamo foglie, ci siam scoperti boschi
forse non lo sapevamo, eravamo barche..nel bosco

adesso scusate, devo leggere, sono arrivato solo agli affammok dei commenti di barone:-)

alp
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giovedì, 13 gennaio 2005, ore 18:58

Timidamente apro un blog, i primi commenti, uno firmato Alp di maqroll dei battelli; lascio perdere i battelli e penso solo al nick, evoca posti e interessi a me così cari; passa un po' di tempo, scopro che più che le salite ardite dietro al nick ci sono ideali e viaggi ben più importanti e mete, vette, ben più dure di quelle da fare con le pedule, scopro un eterno viaggiatore convinto che altri mondi sono possibili, sempre pronto a sedersi alla tavola dei più deboli, sempre pronto a cercare di riempire quei vuoti in cui vive l'uomo senza pietà di cui è consapevole il suo omonimo protagonista dei romanzi di Gaviero.
Magari non sempre d'accordo, magari sfiorandoci solo col pensiero senza una voce,magari comunque insieme su barche a volte scialuppe di salvataggio a volte traghetti in navigazione verso acque più serene.
Al timone ci sei tu.
m.

quellachenonsei
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 22:56

 oddio che emozione vedere quanta gente ti vuole bene

lino alp battelliere

CIN! CIN!
alla salute
borboleta
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 22:10

Mel scrive: “Come un ragazzino che sperimenta senza paura degli errori. C'è fiducia e voglia di giocare”. E allora parto da qui.

Caro Alp,

mi è capitato spesso di pensare che sarebbe stato bello conoscerti quindici, vent’anni fa perché la Annie che s’inventava un’iniziativa dietro l’altra  in un quartiere di periferia privo di servizi di qualsiasi genere (a parte la scuola prefabbricata dono della Croce Rossa tedesca e olandese nel post-terremoto) ti somigliava così tanto e davvero avrebbe avuto bisogno di un amico adulto come te... L’elenco delle attività - ponderate o campate in aria, sempre dirompenti -  dovrebbe fartelo mia madre (che non riusciva a starmi dietro) e potrebbero fartelo decine e decine di ex bambini che - ogni tanto ne ho conferma - non hanno dimenticato: gruppi di lettura, giornate ecologiche, giornalino di quartiere... Io più di tutto ricordo la schiera di chimere e utopie a lungo inseguite, e forse per un momento acciuffate, e soprattutto l’impeto, la totalità di quelle corse. Poi capita che le cose cambino: il trasferimento in una realtà diversa, il lavoro, i piccoli successi mescolati a qualche stilla di disincanto... Non so com’è stato e quand’è cominciato, ma ora filtro di più, ai progetti si affiancano più attenti calcoli rischi/benefici in un’ottica gestionale più improntata (sob) al risultato. Forse ho esagerato... però che nostalgia di quella Annie di periferia e dei suoi slanci! Allora ecco che arrivi tu e insieme a te ancora un altro invito, ancora un’altra proposta e qualche volta non so se ho il tempo di rispondere e non so se ne ho la voglia, ma di certo ogni volta sorrido e dico: “Per fortuna che c’è Alp!”.
Per questo e per molto altro, grazie.

Annie

 
justannie
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 20:58

  Una mattina Pasqualino di Gianni, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato in un mostruoso Alp. Era steso su splinder, proteiforme come il bagliore azzurrognolo di un monitor, e alzando un poco il capo poteva vedere il suo ventre multicolore, screziato di banner e popup, dal quale rigurgitavano link e permalink, in rivoli spumeggianti, compassionevolmente sottili in confronto alla sua mole ebbra che ondeggiava alla deriva nel web.
“Che mi è accaduto?” pensò. Non era un sogno.
Quella massa apotropaica ch’era diventato stava ora indirizzando alla sua coscienza nuove e sorprendenti sensazioni: l’urgenza, per esempio, di tessere una tela – una sorta di bava densa e vischiosa – per impigliarvi gli sventurati bloggers a portata di clic. Non si nutriva subito di loro (come scoprì orridamente in seguito!) ma instaurava piuttosto una sorta di simbiosi, condividendone interessi e attese, accrescendo così la sua energia vitale. Sembrava dotato di una insaziabile voracità; composto un multiblog subito si affrettava a strutturarne un altro, come un bimbo meravigliato e curioso che cresce a vista d’occhio. Nuove istanze cognitive si affastellavano sui suoi templates, dallo slancio umanitario all’incoercibile desiderio di letture d’ogni genere. A distanza di tempo avrebbe realizzato che la sua poliedrica personalità era potenzialmente in grado di indurre una contagiosa influenza sugli abitanti di quell’arcipelago virtuale dove aveva trovato fissa dimora. Un monitoraggio complesso rivelò che pure il suo codice genetico aveva subito una radicale trasformazione, trasmutandosi inspiegabilmente in un codice HTML. Il suo adattamento nel nuovo habitat si rese possibile proprio in virtù delle sue caratteristiche: l’omeostasi della metamorfosi, che non assimilava senza posa ma rimetteva in circolo metaboliti preziosi nei differenti progetti simbiotici e nelle loro varianti, e l’abilità indefessa di processare una quantità esorbitante d’informazioni, nell’ottica implicita di una più ampia contaminazione ambientale. L’analisi dettagliata dei suoi processi riproduttivi, ad opera di alcuni studiosi, evidenziò nel lungo termine… (continua)

cigale
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 15:47

si parla tanto della distinzione tra reale e virtuale e della presunta profonda distinzione tra sentimenti che nascono e crescono nella vita di tutti i giorni e quelli che nascono e crescono nel mondo virtuale. Quando un rapporto virtuale finisce, si dice che è colpa del mezzo, che non era un vero rapporto, che esisteva in quanto colmava lacune, vuoti o insoddisfazione perchè un vero rapporto si alimenta di altre cose che non siano lo scrivere a un perfetto estraneo. Tanto si dice sul fatto che nel mondo virtuale le personalità possano essere mistificate, contraffatte, nemmeno verosimili.

Eppure, io non sono tra quelli che pensano nulla del genere, non tra quelli che privano questa rete di quella dignità che pure merita e ogni giorno si conquista. Perchè? Forse perchè credo in questo strumento o forse più perchè sono stata fortunata, fortunata a incontrare persone e non nickname, essere umani e non individui la cui capacità di prendere e dare nulla aveva in più o in meno di quanto avevano o non avevano tante persone della vita reale.

Lino è una di queste, una di quelle persone per cui vale la pena credere che il mondo possa essere diverse, uno di quelli che ci ha messo l'anima nel costruire un mondo anche qui dentro, un mondo ispirato agli stessi valori che lo guidano là fuori. Ed è questa la cosa che lo rende diversa. Qualcuno, non ramento chi, scriveva che si può mentire a tutti talvolta, a pochi sempre, ma mai a tutti sempre. E lino non si è smentito mai, con nessuno.

Con la sua presenza discreta, la sua proposta discreta, il suo passaggio discreto, la sua grande ricchezza.

E allora grazie Lino, per tutto quello che sinora hai fatto, per te, per le tue parole, per i battelli.

cuoredimatita

cuoredimatita
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 15:43


Luce
(2005)
fotocamera digitale
ANANDAMIDE

Per Lino...

La luce del mattino mi ha
inondato la vista:
è questo il tuo messaggio
...al mio cuore...

da Offerta di Canti
di R. TAGORE
 

anandamide
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 14:43

We can('t) be heroes just for one day


ladystardust
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 12:06

 

(...) Il senso della vita mi ritorna
com'era sempre allora, un male

più cieco se stupendamente colmo
di docezza. Perchè, a un ragazzo, pare
che mai avrà ciò che egli solo

non ha mai avuto. E in quel mare
di disperazione, il suo furioso sogno
di corpi, crede di dover pagare

con l'essere follemente buono...


P.P.Pasolini, la religione del mio tempo

LACASADEIGIRASOLI
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mercoledì, 12 gennaio 2005, ore 10:47

Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico, ma solo chi ha un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico.

Oscar Wilde 

Così, te lo dico con un fiore (un po' strano, ma garantisco che è un fiore): Grazie per tutte le iniziative umanitarie di cui ci fai partecipi!

ciao, Maria Cecilia

 fiore esotico - foto di Maria Cecilia Camozzi

camozzi
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martedì, 11 gennaio 2005, ore 22:44

Qualcuno ha scritto: esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il cuore, segui quelle.  Io l'ho seguito e sono approdata qui, grazie!

Buona navigazione!

Invi 

invincibile
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martedì, 11 gennaio 2005, ore 19:40

OOOMMMM !

 Sono grata al tuo fan club che mi offre l'occasione di dedicarti un momento speciale di riflessione. Si intitola "pensando a Lino" (sono io, quella nella foto, e giuro che stavo pensando al capitano del battello).

naima2
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martedì, 11 gennaio 2005, ore 16:41

l'autore della frase, se non metto il ritratto mi cita in giudizio

' Per me un uomo vale quanto una moltitudine, ed una moltitudine quanto un uomo. '

un caro pensiero per una persona che si sforza quotidianamente di attuare questa simbiosi culturale ed emozionale.

bob

bobregular
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martedì, 11 gennaio 2005, ore 15:35

Quante volte ci è capitato di dire:" Vorrei davvero farmi in quattro per Lino! Solo per mostrargli il mio affetto, per dirgli che è importante e bello e dolce, tutto quello che ha fatto e il cuore che mette in tutte le cose... ma come si fa? Come si può, farsi in quattro??"
 
Si può, si può...
Ecco la mia soddisfazione di oggi, caro Lino: la possibilità di dirti grazie quattro volte, diventando quattro persone per questa occasione, ma mostrando un'unica faccia, quella che è la somma di tutte le altre, e tu sai qual'è. Non la metto qui, per non rovinarmi del tutto la reputazione, se ancora ne ho una :)
Grazie grazie grazie grazie.
m.
 
morenafanti
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martedì, 11 gennaio 2005, ore 10:37

Conoscerti ha significato molto per me, caro Lino, perché il tuo pensiero e il tuo lavoro sono permeati dallo spirito della condivisione e dell'ascolto. Generosità e capacità operativa in te si coniugano a una fondamentale onestà intellettuale che apre spazi di limpidezza, di libertà e di giustizia. E in questi spazi ho avuto la grande opportunità di conoscere altre persone meravigliose, compagne e compagni di viaggio sui molteplici multiformi battelli. Conoscerti è stato un ri-conoscerti, fin dall'inizio. Puoi allora immaginare quanto sia felice e orgogliosa di esserti amica e di essere nella schiera dei tuoi amici e delle tue amiche. harmonia

harmonia
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 22:34

 

Caro Alp, sto cercando di ricordare come e quando ci siamo conosciuti, ero capitato sul battello ebbro dopo che avevi lasciato un commento sul mio blog. Era settembre 2003, il mio blog aveva tre mesi di vita e tu l'avevi definito “delle caprette zen”.


Da allora non ci siamo più persi di vista, e ne sono ben contento... ora sono qui a festeggiarti assieme a tanti amici blogger, con questa immagine scattata alcuni giorni fa... rosso di sera, bel tempo si spera. Se ne sente proprio il bisogno.

caprettetibetane
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 20:47

Mi chiedo sempre come tu faccia, caro Lino, a mantenere contatti con le persone coinvolte nei blog che hai promosso o realizzato. Credo infatti che con ognuna ed ognuno  di noi tu mantenga un rapporto "singolare". Non generico. È una capacità speciale, che fa di te un uomo col cuore.
Poi è come se tu fossi sempre in ricerca del modo giusto di usare questa rete di contatti. Provando e riprovando. Come un ragazzino che sperimenta senza paura degli errori. C'è fiducia e voglia di giocare. C'è un credere alla possibilità di tentare. Ho ancora molto da imparare da te caro amico. E, sono contenta di far parte di questa brigata multicolore, pur con la mia laconicità intermittente. Un grande abbraccio,
Deli Melusina

melusinach
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 16:04

Mutis ci insegna che si naviga nella vita come sull'acqua e come nei porti, la vita ci regala incontri fortunati. Incroci casuali di storie che si tramutano in legami. Assonanze e vicinanze che portano poi a progetti comuni. Ci si sorregge e si condivide. Ecco, nell'incontrarti più di un anno fa, io col mio Maqroll e tu con il tuo Maqroll ho pensato a questo: Gabbieri tutti e due. Tu più capitano, a ben vedere. E ho accettato il tuo invito, felice di salire sui tuoi battelli, fiduciosa che mi avrebbero portato lontano con il giusto spirito. E così è stato. Grazie Lino, grazie per quello che fai e che sei. Per quanto banale possa sembrare. Mi scapperebbe anche un "ti voglio bene" ma mi sa che tra marinai abituati al mate non si usa, vero? Ma un bacio te lo lascio, altrimenti che Flor sarei?
Flor
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 14:31

lieve è la penna

Non v'è cosa che pesi meno della penna, non v'è cosa più lieta; gli altri piaceri sono effimeri e dilettando recano danno; la penna dà gioia sia nel prenderla in mano, sia nel deporla.

Francesco Petrarca, Lettera al Boccaccio 

* Hai aperto e condiviso le tue passioni riunendo e moltiplicando tutti noi attorno a te e alle tue iniziative... Grazie.* 

VictoriaLewis
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 12:27


 Se pensiamo alla gioia, alla certezza, non accostiamo ad esse il senso della continuità, della costanza.
A questo senso non siamo abituati, eppure vorremmo. Soprattutto quando ci avviciniamo, per cerchi concentrici, alla possibilità di una condivisione. Una persona che sia una, e già sarebbe tanto. Tantissimo.
L'idea di uno spirito comunitario -più persone strette negli stessi sogni, o tese verso un simile ideale, una compagnia tenera e discreta- ci sfiora malinconicamente, come certe pagine di libri fantastici di cui accarezziamo l'utopia piuttosto che la realizzazione di un giorno o di una vita. E, come nell'immagine onirica, spesso quello spirito è in navigazione. Accoglie salutando, stringendo, l'ospite o il nuovo timoniere, attendendo paziente il percorso dall'isola personale al ponte fragile, fino al mare aperto.
Ma a volte accade.  Possibile, poi vero, luminoso e reale, così come avviene che una gioia possa essere costante. Anche quella di stare semplicemente a guardare un battello passare, ed essere felice solo perchè c'è.

Ti ringrazio, Lino, per questo. Sinceramente.

Tiziana

Ellie_Arroway
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 11:22

Nel maggio scorso, la messaggeria di Splinder mi annunciò il tuo nome per la prima volta come mittente:

Faccio mille cose sui blog, non volendone fare che una..

fermarmi ad ascoltare, leggere, sentire la voce degli altri..,

scrivesti in qualche riga confusa.

Alla fine hai trascinato affettuosamente me, a sentir quella voce degli altri. Sul Battello Ebbro, sul Parnaso Ambulante a me ancora più caro, grazie al quale ho ripescato i miei libri impolverati o chiusi nel cassetto per tornare a raccontarli a qualcuno. E poi ancora nei tanti inviti piovuti a catena per rendermi parte delle tue mille idee delicate e del tuo pensare sempre così entusiastico agli altri, alle cose semplici, alla solidarietà spontanea ed autentica, a come esserci sempre in tanti, ed insieme.

La fiducia è stata vicendevole e immediata, e così le cose da raccontarci, le immagini, le poesie, o il suono di qualche canzone inserita nei tuoi blog che ha molto sollevato entrambi in certi pomeriggi carichi di domande.

Di questo non potrò mai ringraziarti abbastanza, né potrò farlo per quella tua preziosa isola dell'utopia in regalo durante l’estate, attorno alla quale scrivesti proprio il primo giorno…  

“..Per cercare un senso, smarrito col passare del tempo, un uomo vecchio sbrogliava le sue reti, fumando di tanto in tanto, osservando, silenzioso. …I suoi viaggi ormai si limitavano a un giro del porto. Aveva imparato che tutte le cose si muovono, e basta star fermi, per incontrarle.”

…Si, Lino: basta star fermi per incontrarle.

Un grande abbraccio pieno di affetto, vecchio marinaio. E non lasciare il porto.

319
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 09:42

 
Una favola sull' amicizia

C'era una volta una farfalla che, com'è nella sua logica, svolazzava qua e là.

Un giorno, mentre stava volando tranquillamente sopra il mare…
Splash!!!
si ritrovò d'un tratto inaspettatamente sommersa dagli schizzi dell'improvviso tuffo di un pinguino di sua conoscenza, recentemente trasformatosi in sirenetta, che stava nuotando, a dir la verità non proprio tranquillamente, sotto lo stesso mare.

Accadde poi che, per le fortuite circostanze della vita da quel momento in poi le due creature, molto più diverse tra loro, non si persero più di vista.
Era l'undicesimo mese dell'anno terzo del secondo millennio.

Nelle loro peregrinazioni, la farfalla e la sirenetta trovavano sempre più spesso rifugio nell'affollata isola di splinder, in una baia riparata e sconosciuta ai più.
(La farfalla amava così tanto sostarvi che vi prese residenza stabile, e la sirenetta andava a trovarla così spesso che divenne quasi un'abitante del luogo).

Un bel giorno giunse loro la notizia che un'intera flotta di battelli stava solcando in lungo e in largo quel mare, guidata da un intrepido comandante, detto "Alp il battelliere". Questi era un uomo dotato di svariati pregi, saggio, giusto, determinato, con rare doti organizzative e con una forte propensione al viaggio nel cuore del mondo e delle persone.

La farfalla, entusiasta, riuscì presto a procurarsi le carte di imbarco per tutti i battelli, e la sirenetta, all'inizio molto titubante, le tenne dietro nonostante fosse uno spirito solitario.

Da allora è passato molto tempo e il battelliere dalle mille idee ha ormai la barba mooolto più lunga... ma durante tutto questo tempo egli si è preso cura della farfalla svolazzante rafforzando le sue ali e instillandole idee per magiche pozioni di html,
e della sirenetta impertinente dandole un riparo all'ombra dei suoi battelli senza che lei avesse bisogno di chiedere.

Così ritemprate, farfalla e sirenetta, affascinate dalle idee, dalle azioni, dalla volontà dalla generosità e dalla forza coinvolgente del suddetto battelliere, affrontando bufere e bonacce, lo affiancarono in quasi tutti i suoi viaggi, e in molte ...
(molte... poichè non è stato loro umanamente possibile seguirle tutte... )
delle sue meravigliose utopie concrete, che si sono trasformate in delle belle favole che non avranno mai un epilogo.

Ed anche questa favola non ha un finale…

(ella e la sirenetta)


.....ella
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 09:37

... diceva Roland Barthes nell'Enciclopedia e adesso te la leggo "Udire èun fenomeno fisiologico, ascoltare è un atto psicologico...." altri lo avranno scritto (Calvino lo scrive in una sua lettera a Luciano Berio, continuando: "...è possibile definire le condizioni fisiche dell'audizione ecc. con l'acustica, la fisiologia dell'udito: l'ascolto invece può essere definito soltanto a partire dal suo oggetto, o obiettivo" ) ...naturalmente anche vedere e guardare seguono la stessa logica (dico io...ma anche altri prima di me) ora, un grazie a te per quello che ci fai guardare, leggendo.

ciao, Patch

patch_work
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lunedì, 10 gennaio 2005, ore 09:11

C'era una volta un aquilone blu, che volava leggero nel cielo, facendo ondeggiare i nastri colorati che formavano la sua coda, e guardando con attenzione a tutte le cose che vedeva da lassù.
Certe cose erano bellissime, stupende da togliere il fiato, come il sorriso dei bambini felici, i tramonti sul mare, i colori dei fiori al mattino, i raggi del sole che arrivano a scaldare due mani unite.. e tante altre, però, erano molto brutte, così brutte che il povero aquilone non osava neanche riferire.
Lui avrebbe voluto fare qualcosa, come tanti altri aquiloni sparsi su nel cielo, ma si sa, un aquilone da solo, che fa?
Finchè un giorno, sentì che qualcosa tirava i suoi nastri, e si girò per vedere cos'era... i nastri si erano attaccati agli alberi di un battello e da laggiù si vedeva qualcuno che agitava le braccia per farsi sentire:
"Scendi! Scendi!"
"Dici a me?"
"Sì, scendi. Vorrei parlarti."
L'aquilone scese e ascoltò le parole del battelliere e le trovò simili a quelle che erano dentro la sua anima e, soprattutto trovò il piacere della condivisione e la conferma del vecchio detto l'unione fa la forza, e salì sul battello anche se non sempre dava una mano a mollare gli ormeggi, o comesidice, perché non sempre si è pronti a recepire tutto, ma lui sentiva che era comunque importante sapere che il battello esisteva e che si poteva salire a bordo e lavorare insieme.
Ora, quando l'aquilone blu vola nel cielo crede di vedere qualche nuovo sorriso di bambino, qualche raggio di sole che prima non brillava così luminoso e, soprattutto, vede molte mani unite che si tengono strette e camminano insieme.
 
aquiloneblu
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domenica, 09 gennaio 2005, ore 21:27

Ciao, Alp! Ciao a tutti!

Bau, che bello...

 ci sono anch'io sul battello!

Ciao, Alp.  Sono arrivata da poco, ma sono veramente molto felice ed orgogliosa di essere sul battello con te, con Pattinando e con tutti gli altri...  E' bello aver incontrato persone come te e come tutti voi.
Ci tenevo a lasciare qui un mio piccolo pensiero per te. Grazie per tutto quello che fai, che dici, che scrivi, che pensi, che organizzi,...  
Un abbraccio forte forte e un bacione
Grazia

aizarg
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domenica, 09 gennaio 2005, ore 16:59

 

1° parte

Un po' di memoria, un po' di storia..e qualche divagazione.

Avendo io poca memoria (e quella che c'è, selettiva)chiederei aiuto a chi ne conserva in quantità maggiore, ricordandosi meglio, e di più.
Ogni errore od omissione, a ciò solo è dovuto. Chiedo venia, fin d'ora
.


Doveva essere Maggio del 2003, quando aprii il primo blog su Splinder.
Credo si chiamasse Battello Ebbro. Poichè non mi piaceva un blog contenente tutto, pensai di suddividere in qualche altro, uno di riflessioni personali, uno di cinema, uno di libri..boh, forse..così.

Mi ricordo qualche nome di bloggers incontrato all'inizio, Lam, Pattinando, Quellachenonsei,Ovidio, e qualche altro.

Pensai: se seguo i link di un blog furbo, trovo gente bella, e non a caso...

continua .. 

a settembre hai trovato anche me. Quel giorno  sul blog  parlavo di scuola.. stavo dicendo che la scuola dovrebbe essere "di tutti e di ciascuno" e l'immagine della diversità era questa

ed è stato lì che tu sei entrato a far parte della mia sfera vitale.

Diciamo che per le cose importanti ho un'ottima memoria.. e come potri aver dimenticato tutto questo?

Grazie Lino di quel che fai per noi .. sei una persona splendida.

Un bacio

Alidada

alidada
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domenica, 09 gennaio 2005, ore 15:41

Uso il nick di Colfavoredellenebbie perché non trovo più il mio blog, per altro costruito da te: che sia il caso di riaprirlo? Credo di sì. Nato come blog della solidarietà, aspetta di rinascere per dare notizia delle tante iniziative in cantiere.

Grazie, Alp-Lino, per l’aiuto che mi darai nell’una e nelle altre cose, vero? Ti resti un abbraccio caloroso.

Lino-Odisseo (col favore delle Rodiane)

colfavoredellenebbie
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